Affiliazione all'associazione Usemlab
In difesa del risparmio, del capitale, e del potere di acquisto del proprio reddito.
La crisi economico/finanziaria mondiale esplosa in modo evidente nell'ottobre del 2008, sta entrando nella sua fase calda, ovvero la crescita dei prezzi delle materie prime che si riflette sui relativi prezzi dei prodotti di consumo.
Giornalisti, opinionisti, economisti mainstream e politici continuano a confondere gli effetti con le cause, e vengono proposte misure per uscire dalla crisi che sono le cause della crisi stessa.
Sui giornali si legge che la crescita a due cifre percentuali dei prezzi di materie prime alimentari, è dovuta alla speculazione internazionale degli ultimi mesi.
Non si deve dimenticare che tra i cosidetti 'speculatori' ci sono anche gestori del risparmio, che non fanno altro che reagire alle vere cause che mettono in pericolo il potere di acquisto del denaro dei propri clienti.
Le cause prime di ciò che stiamo vivendo e vivremo prossimamente sono da ricercarsi nelle istituzioni pubbliche, in primis Stato e sistema bancario, e nelle leggi che favoriscono un sistema perverso.
Lo stato attraverso la continua emissione di titoli ha speso e spende tutt'ora più di quello che è nelle sue capacità. L'euforia economica degli ultimi 30 anni e soprattutto dell'ultimo decennio, sospinta dalla continua immissione di denaro creato dal nulla da parte di banche commerciali e banche centrali, ha reso possibile l' espandersi della spesa statale. Lo stato ha beneficiato, grazie a questa situazione, di maggiori entrate. Sull'onda di tale euforia i governi a tutti i livelli, da quello centrale fino al governo del comune, hanno potuto espandere ulteriormente la spesa, ed i politici hanno potuto elargire favori un po' a tutti.
Pare che il meccanismo di spendere e di investire senza risparmio preventivo si stia rompendo: vedi la crisi dei debiti sovrani dei PIIGS (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna).
Tuttavia la causa prima che muove la crisi è l'utilizzo da parte delle banche dei depositi dei propri correntisti, come se fossero prestiti. Le banche commerciali sono tenute a detenere soltanto una frazione dei depositi, e possono utilizzare la maggior parte per le proprie attività (prestiti, acquisti di titoli di stato, ecc..). Per tutti i cittadini, all'infuori del banchiere, è reato utilizzare un bene posseduto secondo un contratto di deposito.
Con questa pratica la valuta presente nel sistema si espande, e porta con se effetti microeconomici di scoordinamento di tutto il sistema produttivo, favorendo periodi di boom economico euforico, seguito dalla inevitabile recessione. La recessione non è ancora giunta a maturazione, ma e stata posticipata nel tempo. Quando i tassi di interesse ritorneranno naturalmente a crescere, come ora stanno facendo nonostante gli interventi isitituzionali per tenerli bassi, le imprese incontreranno gravi perdite in bilancio. L'intervento della Banca centrale volto ad abbassare i tassi, aggiunge problematiche al processo produttivo. Si usano le cause della crisi come soluzione alla sua uscita. E' come se un tossico dipendente volesse uscire dalla droga, aumentandone l'uso.
Tutte le conseguenze deleterie per la società, dovute al sistema di riserva frazionaria con banca centrale sono ben descritte dalla Scuola austriaca di economia.
In Italia, l'associazione Usemlab, a cui ci siamo da poco affiliati, propone la corretta teoria per comprendere il ciclo economico.
Sul sito www.usemlab.com vengono propostii alcuni libri per comprendere l'economia, e soprattutto cos'è il DENARO. Quest'ultimo è l'istituzione più importante di una società, come la nostra, che si basa sulla divisione del lavoro, e non può essere lasciato alle decisioni di politici e banchieri.
In fondo ad ogni pagina del nostro sito è possibile accedere alla libreria cliccando sul logo di USEMLAB. BUONA LETTURA E BUONO STUDIO !
