Le relazioni tra l'espansione del credito e i danni ambientali

Espansione creditiziaE' dimostrato dalla "Scuola austriaca di economia", a differenza del credo comune "più soldi fanno più ricchezza",  che la società si impoverisce e l'ambiente viene danneggiato attraverso la continua espansione creditizia.

Solo il primo punto dell'articolo del professor Jesùs Huerta de Soto che segue fa riferimento al titolo che ho dato al nostro articolo. Gli altri punti possono introdurre chi legge alla vera comprensione del tema monetario nel quale si trova la radice della crisi economica e sociale che stiamo vivendo.

 


 

Alcune riflessioni aggiuntive sulla crisi economica e la teoria del ciclo

 

di Jesus Huerta de Soto

(traduzione di Michele Zucal)

 

Nei tre anni trascorsi dall'inizio della crisi finanziaria mondiale e della conseguente recessione economica, gli economisti austriaci hanno avuto un'occasione d'oro per diffondere la loro teoria del ciclo economico e la loro analisi dinamica delle condizioni sociali. Nel mio caso, non avrei mai potuto immaginare all'inizio del 1998, quando uscì la prima edizione del mio libro "Money, Bank Credit, and Economic Cycles" (Denaro, credito bancario, e cicli economici), che 12 anni dopo, a causa sicuramente di una crisi finanziaria e recessione economica senza pari nel mondo dalla Grande Depressione del 1929, una crisi e una recessione che nessun altro paradigma economico è riuscito a prevedere e spiegare adeguatamente, il mio libro sarebbe stato tradotto in 14 lingue e pubblicato (finora) in nove paesi e in diverse edizioni (due negli Stati Uniti e quattro in Spagna). Inoltre, negli ultimi anni sono stato invitato, ed ho partecipato a numerosi incontri, seminari e conferenze dedicate a presentare il mio libro e a discuterne i contenuti e le affermazioni principali. In queste occasioni, alcuni temi sono emersi ripetutamente. Benchè la maggior parte siano debitamente trattati nel mio libro, forse una breve rassegna è richiesta in questo momento: Tra questi temi,vediamo i seguenti:

 

1. Il rapporto tra l'espansione del credito e i danni ambientali
 

I teorici del "Free market environmentalism" (Anderson and Leal 2001) (traduzione italiana: “L'ecologia di mercato. Una via liberale alla tutela dell'ambiente” ed. Lindau) hanno dimostrato che il modo migliore per preservare l'ambiente è quello di estendere la creatività imprenditoriale e i principi del libero mercato a tutte le risorse naturali, per le quali è a tal fine richiesta la completa privatizzazione (con il mantenimento dei diritti d'uso acquisiti nel passato n.d.t.), l'utilizzo efficiente e la difesa dei diritti di proprietà. In assenza di tali diritti, il calcolo economico diventa impossibile, l'adeguata ripartizione delle risorse indirizzate verso l'utilizzo di maggior valore è impedito, e tutti i tipi di comportamenti irresponsabili sono incoraggiati portando ad un ingiustificato consumo e distruzione di molte risorse naturali.

Tuttavia, i teorici "Free-market-environmentalism" hanno trascurato un'altra delle principali cause del cattivo utilizzo delle risorse naturali: l'espansione del credito da parte delle banche centrali, ciclicamente iniettato nel processo economico attraverso il sistema bancario, che opera con il privilegio di usare la riserva frazionaria. Infatti, l'espansione artificiale di mezzi fiduciari innesca una fase di "bolla speculativa" in cui c'è un' "euforia irrazionale". Questa fase finisce per mettere sottosforzo ingiustificato l'economia reale, in cui vengono sviluppati molti progetti fallimentari, che appaiono però come redditizi (Huerta de Soto 2009). Il risultato è una pressione eccessiva sull' intero ambiente naturale: alberi che non devono essere tagliati vengono abbattuti, l'atmosfera viene inquinata, i fiumi vengono contaminati, le montagne vengono perforate; cemento viene prodotto, e minerali, gas, petrolio, ecc, sono estratti, nel tentativo di completare i troppo ambiziosi progetti che in realtà i consumatori non richiedevano.

Alla fine il mercato impone il proprio giudizio attraverso il comportamento dei consumatori, e molti beni di capitale rimangono inattivi, rivelando così che essi sono stati prodotti per errore (cioè, distribuiti in modo non corretto nello spazio e nel tempo), perchè gli imprenditori si sono fatti ingannare dal credito facile, e dai bassi tassi di interesse decisi per decreto dalle autorità monetarie. Il risultato è che l'ambiente naturale è stato inutilmente danneggiato, senza che lo standard di vita dei consumatori sia aumentato. Al contrario, i cittadini diventano più poveri a causa del 'malinvestment' (cattivo investimento) dei risparmi reali, utilizzati in progetti inutili e troppo ambiziosi (per esempio, 1 milione di case in Spagna senza acquirenti !). Quindi, l'espansione del credito ostacola lo sviluppo economico sostenibile e danneggia inutilmente l'ambiente naturale.

Questa breve analisi punta ad una conclusione ovvia: gli amanti della natura devono difendere un libero sistema monetario, senza banca centrale, un sistema in cui banchieri privati operano con il requisito del 100% di riserva sui depositi a vista ed equivalenti, in un sistema basato sul gold standard puro. Questo è l'unico modo per sradicare le fasi ricorrenti di boom artificiale, crisi finanziaria e recessione economica, che danneggiano il contesto economico, l'umanità, e il processo di cooperazione sociale.

 

2. Ma è davvero necessaria l'espansione del credito per rilanciare la crescita economica?

 

Un argomento popolare (impiegato e nutrito da più di un paio di prestigiosi economisti come Schumpeter) sostiene che l'espansione del credito e dei tassi di interesse bassi faciliti l'introduzione di innovazioni tecnologiche e imprenditoriali, e che favorisca lo sviluppo economico. L'argomento è spregevole. In un'economia di mercato è importante garantire il finanziamento per progetti imprenditoriali validi e solvibili, ed è altrettanto importante negarlo per quelli inutili e strampalati: molti "imprenditori" sono come i cavalli in fuga, è necessario limitare le loro possibilità di calpestare le scarse risorse della società.

Solo il mercato è in grado di distinguere tra questi due tipi di progetti, e lo fa mediante un processo sociale in cui gli elementi chiave sono precisamente l'indicatore del valore reale delle risorse risparmiate e il tasso sociale di preferenza temporale, che aiutano a separare i progetti che dovrebbero essere finanziati da quelli il cui tempo non è ancora venuto (o non verrà n.d.t. )e che quindi devono rimanere "in sospeso". E' dimostrato che ogni espansione artificiale del credito e dei mezzi fiduciari provocano una redistribuzione del reddito a favore di coloro che per primi ricevono i nuovi fondi disponibili e che questo non ci permette di teorizzare sugli effetti che il processo avrà sul risparmio reale della società. (Questo dipenderà da come la preferenza temporale di coloro che escono in anticipo a confronto con quella di coloro che vengono dietro.) Tuttavia, ci sono segnali sufficienti per cui l'inflazione scoraggierà il risparmio reale, se non altro perchè si genera un'illusione di ricchezza, che stimola la spesa per beni di consumo e consumo di capitale.

Inoltre, alla fine ("ex post") è chiaro che solo ciò che è stato risparmiato in precedenza può essere investito. Anche allora, ciò che è stato precedentemente risparmiato può essere investito saggiamente o stupidamente. L'espansione del credito promuove lo spreco e il malinvestment dei scarsi fattori di produzione in progetti di investimento insostenibili e non redditizi. Ciò significa che il modello di sviluppo economico basato sull'espansione del credito artificiale distrugge ciclicamente un elevato volume di beni di capitale, lasciando la società sostanzialmente più povera (rispetto al tenore di vita che potrebbe essere raggiunto a lungo termine con una crescita sostenibile non forzata da espansione del credito e più in sintonia con i veri desideri degli esseri umani, in rispetto delle loro valutazioni di preferenza temporale).

Inoltre, non si dica che l'inflazione fiduciaria serve almeno ad impiegare risorse inutilizzate, dal momento che lo stesso effetto può essere raggiunto, senza malinvestment e rifiuti, attraverso la flessibilizzazione dei mercati del lavoro e del corrispondente fattore produttivo. Nel lungo periodo, l'espansione del credito crea posti di lavoro che si dimostrano illusori, investimenti errati, e quindi minor crescita economica.

 

3. E 'vero che le banche hanno causato la crisi assumendo rischi sproporzionati rispetto al loro capitale?

 

Attribuire la crisi per la cattiva condotta dei banchieri equivale a confondere i sintomi con le cause. Dopo tutto, durante la fase di euforia speculativa, i banchieri hanno semplicemente risposto agli incentivi (valore nullo o negativo dei tassi di interesse reali e l'espansione artificiale del credito) creati dalle banche centrali. Ora, in una dimostrazione di ipocrisia e manipolazione dei cittadini, i banchieri centrali alzano le mani con orrore, incolpando altri per le conseguenze delle loro malsane politiche, cercando di apparire come salvatori ai quali dobbiamo essere grati per il fatto che non siamo entrati nella morsa di una depressione ancora più grave. Inoltre non abbiamo bisogno di ripetere che è proprio durante la fase di boom che l'inflazione dei prezzi delle attività finanziarie era così alta che i banchieri sono riusciti a mostrare, almeno in apparenza, un notevole valore patrimoniale nei loro bilanci, dando vita così ad una sostanziale leva per l'espansione ulteriore del credito, permettndogli di sostenere i rischi con poche difficoltà. Questo era tutto in un ambiente con valore dei tassi d'interesse reali nullo o addirittura negativo e una straordinaria abbondanza di liquidità promossa deliberatamente dalle banche centrali. Sotto queste condizioni, nessuno dovrebbe essere sorpreso dal fatto che sempre più spesso, il finanziamento è stato concesso per progetti di investimento sempre più rischiosi, sempre meno redditizi, e meno certi di produrre profitto).

 

4. Il problema del sistema bancario è che i banchieri non sono riusciti ad armonizzare correttamente le scadenze dei prestiti concessi con quelle dei depositi ricevuti?

 

No, il problema è che le banche hanno operato con una riserva frazionaria, cioè, non hanno mantenuto una riserva del 100% rispetto ai depositi a vista e dei loro equivalenti. L'esigenza di una riserva al 100% sui depositi a vista evita l'espansione del credito ed il conseguente problema di liquidità del sistema bancario, perchè permette l'investimento solo di ciò che è stato precedentemente risparmiato. In quest'ultima situazione, se gli investitori commettono un errore riguardante il tempo di maturità di progetti utili, possono richiedere nuovi prestiti (sempre sulla base di precedente risparmio reale) per rimborsare quelli che scadono. Al contrario, l'espansione del credito derivato da riserva frazionaria bancaria dà luogo ad un malinvestment diffuso di risorse che viene confuso da molti con una mancata armonizzazione dei tempi di maturità, quando il problema è molto più profondo: gli investimenti sono insostenibili a causa della mancanza di risparmio reale. Il problema economico fondamentale non deriva da un errore nella corrispondenza dei tempi, ma dall'assenza di un obbligo di riserva al 100%, in altre parole, esso nasce dalla riserva frazionaria bancaria.

 

5. Può una Banca isolata sfuggire illesa in caso di espansione diffusa del credito ?

 

I responsabili di una singola banca possono sperare di uscire indenni da un processo di espansione del credito se (a) credono di essere in grado di prestare denaro marginalmente per i progetti più redditizi e sicuri (quelli che saranno meno colpiti quando la crisi giungerà), e (b) se credono che, una volta iniziata la loro espansione del credito su questi progetti, il resto delle banche seguirà la stessa politica espansiva almeno allo stesso ritmo; così la banca non sarà sola, e non perderà riserve.

In pratica, di solito accade la soluzione b (espansione del credito generalizzata orchestrata dalla banca centrale stessa), ma è altamente improbabile che accada sempre e costituisce una mera illusione: i nuovi media fiduciari (depositi creati) possono essere prestati a tassi di interesse relativamente ridotti e possono essere immessi nel mercato come prestiti per progetti che sono sempre più lunghi (per esempio, che maturano in un futuro più lontano) e rischiosi (incerti). Questi progetti appaiono redditizi soltanto nei confronti di tassi d'interesse ridotti artificialmente, ma non appena i tassi aumenteranno, immediatamente cesseranno di essere sostenibili a causa dell'insufficiente risparmio reale.

Inoltre, qualsiasi banca i cui direttori tenacemente decideranno di tenersi fuori dal processo di espansione del credito vedranno diminuire le loro quote di mercato e correranno il rischio di essere ignorate nel sistema economico. Questo dovrebbe rendere evidente che la riserva frazionaria bancaria esercita un effetto corruttore sul sistema bancario (un argomento già avanzato dal Longfield nel 19° secolo). Inoltre, la prassi bancaria ha sempre offerto la conferma di questo fenomeno. (Per esempio, diversi presidenti di banche spagnole mi hanno raccontato che durante la fase di boom erano coscienti che stavano concedendo un' elevata percentuale di mutui immobiliari che erano molto rischiosi per la solvibilità nel lungo periodo; erano però"costretti" a partecipare al "gioco" fatto di prestiti e transazioni piuttosto discutibili, essendo sotto la pressione di analisti, agenti di mercato, e dalla necessità di crescita dellla loro banca, o almeno per poter mantenere la propria quota di mercato.)

 

6. Il risparmio è un "Flusso", i depositi liquidi uno "Stock"

 

Il denaro non è un bene di consumo (tranne che per l'avido Paperon de Paperoni), ne un fattore di produzione. Si tratta di un terzo tipo di bene: un mezzo di scambio comunemente accettato. Inoltre, solo per l'acquisto di beni presenti il denaro svolge la sua funzione di mezzo di scambio. Tuttavia, può essere prestato, nel qual caso diventa un'attività finanziaria per il prestatore, per il quale cessa di fornire il servizio di mezzo di scambio.

Pertanto, è assurdo sostenere e considerare che il denaro depositato facente parte delle disponibilità liquide di un attore, sia "risparmio". Il deposito è un saldo di cassa e quindi uno stock. Il flusso di reddito non consumato da origine al flusso di risparmio se viene investito in attività finanziarie o direttamente in beni di capitale; se diversamente qualcuno decide di aumentare indefinitamente il saldo della propria cassa, non fa ch aumentare la sua domanda di moneta disponibile per i propri consumi. Inoltre, i saldi di cassa possono essere incrementati anche dalla riduzione del flusso di consumo, o riducendo il flusso degli investimenti (o entrambi).

Il problema sociale emerge, se in situazione di flusso stabile del risparmio, qualcuno decidesse di incanalare i depositi a vista in nuovi depositi bancari attraverso la pratica della riserva frazionaria bancaria: il flusso di prestiti si gonfia in investimenti senza il corrispettivo aumento del flusso del risparmio reale. Questo è precisamente quello che innesca il ciclo economico di crescita e recessione.

Solo un sistema bancario con il requisito della riserva al 100% si depositi a vista impedisce l'anomalia sopra descritta, e rende impossibile per i banchieri fare la seguente scrittura contabile:

                                                   Attività sui Depositi

                                                    -----------X-----------

E 'questo tipo di voce che riflette l'attività principale delle banche, ma in un sistema bancario con un requisito di riserva al 100% su tutti i depositi, il contante presente in banca equivarrebbe al saldo dei depositi, in linea con i principi generali del diritto:

 

                                                                      Contanti per depositi
                                                                           ---------X----------

 

7. Ha ragione Leland Yeager quando afferma che è impossibile distinguere i depositi a vista dai prestiti a breve termine?

 

Quando i principi e la teoria sono ben compresi (che depositi a vista e i loro equivalenti devono essere sostenuti in ogni momento da una riserva al 100%), il mercato trova sempre le soluzioni più pratiche ed operative.

In un sistema bancario ideale, con un requisito di riserva al 100%, il prestito a breve termine (1-3 mesi) sarebbe sicuramente facile da distinguere dai depositi a vista; gli agenti coinvolti si impegnerebbero nelle consuete operazioni necessarie per pareggiare i flussi. Tali operazioni sono realizzate consuetudinariamente in maniera efficace nell'economia di mercato, la quale richiede principi ed azioni prudenti ben collaudate e radicate.

I "Falsi" prestiti (basati su un deposito) sarebbero facili da identificare, soprattutto se si tiene conto che nel brevissimo termine (da una settimana a un mese), la domanda di prestiti vera è molto debole (se non in circostanze eccezionali, e assumendo che l'incontro tra i flussi è correttamente eseguito).

In breve, ciò che è importante è se un attore soggettivamente ritenga un suo deposito bancario come facente parte della sua liquidità accessibile immediatamente alla sua richiesta. Se è così, abbiamo a che fare con un vero deposito a vista, che richiede il 100% della riserva.

 

8. Quali sono i probabili scenari in caso di crisi come quella attuale ?

 

Fondamentalmente quattro:

 

1. La bolla si crea di nuovo, con dosi massicce di nuova espansione. (Questo è praticamente il peggiore dei casi, dato che la depressione è solo rimandata a costo di renderla molto più grave in seguito: questo è quello che è successo nel 2001-2002, quando la fase espansiva è stato prorogato di altri sei anni, ma a costo di una crisi finanziaria e recessione economica unica al mondo dal 1929.)

2. All'estremo opposto: il fallimento, come per effetto domino, di tutte le banche che operano a riserva frazionaria e la scomparsa del sistema finanziario (una tragedia che è stato evitato "in extremis" con il piano di salvataggio del sistema bancario in tutto il mondo) .

3. Il "giapponesizzazione" dell'economia: l'intervento del governo (in ambito fiscale e di credito) è così intenso che blocca i processi spontanei del mercato che tenderebbero spontaneamente a correggere gli errori di investimento commessi nella fase di bolla. L'economia resta così in recessione a tempo indeterminato.

4. Il corso più probabile degli eventi: Con grande difficoltà, il mercato, che è molto dinamico ed efficiente, finisce per rettificare gli errori di investimento: le imprese e le famiglie rimettono i loro bilanci su solide basi, riducono i costi (in particolare costo del lavoro) e rimborsano i prestiti. Le aziende che rimangono si "risanano"; l'aumento del risparmio permette il finanziamento di nuovi progetti di investimento effettivamente sostenibili nel lungo termine. Il livello di disoccupazione raggiunge il suo culmine quando il riequilibrio del processo produttivo si conclude; a quel punto la priorità è liberalizzare il mercato del lavoro il più possibile (assunzioni, retribuzioni, licenziamenti, e contrattazione collettiva) in modo che i disoccupati possano entrare di nuovo nella catena di produzione (ora sana) per lavorare su progetti validi. Inoltre, nel settore pubblico è necessaria la massima austerità di bilancio, non fatta di aumenti fiscali, ma di riduzione della burocrazia e dell'intervento pubblico nell'economia.

 

9. Quali misure potrebbero essere adottate per muoversi nella giusta direzione per avvicinarsi, anche se timidamente, al 'Modello monetario ideale' di una vera economia di mercato?

 

La tabella che segue offre una risposta a questa domanda:

 

A) Modello monetario ideale

B) (Molto) Timide misure nella giusta direzione

1. Gold standard puro

(Crescita in stock al mondo di oro 2% annuo)

1. Rigoroso rispetto di un limite del 2% annuo alla crescita dell'offerta di moneta, M.

Tassi di cambio fissi. Euro

2. Un requisito di riserva al 100%

(Le crisi bancarie non sono possibili.)

Abolizione della banca centrale.

2. La banca centrale si limita a fornire liquidità alle banche in difficoltà per evitare le crisi bancarie.

3. L'oro depositato non si presta, e vi è una corrispondenza dei flussi di risparmio e investimento.

4. L'attività di prestito di liquidità è separata da quella di intermediazione finanziaria.

3. Una radicale separazione tra banche commerciali e banche di investimento.

(Glass-Steagall Act del 1933)

 

Molte aree del mercato controllato, devono essere riformate (privatizzazione delle strade, flussi migratori, ecc), è però un grave errore credere necessario eliminare ogni forma di regolamentazione prima che la riforma ideale abbia luogo. Piuttosto è vero il contrario. Finchè non si raggiunge la riforma, un minimo di regolamentazione è necessaria per simulare, per quanto possibile, i risultati del sistema ideale: nella sfera monetaria 'gold standard puro' con riserva obbligatoria al 100% su depositi e nessuna banca centrale. Tuttavia, dobbiamo ripetere per l'ennesima volta che, invece di cercare maldestramente di replicare con dubbie mezze misure ciò che il mercato avrebbe raggiunto in maniera spontanea (senza continui interventi istituzionali n.d.t.),  è quello di realizzare la definitiva, e radicale riforma per giungere al modello monetario ideale.

 

10. Conclusione: Stupore tra i teorici e Cittadini

 

La società è confusa e disorientata dalla crisi. Il divario tra le persone ed i politici è quasi incolmabile. Inoltre, l'ignoranza e la confusione di questi ultimi è anche spettacolare. Tuttavia, la parte peggiore della situazione è che la maggior parte degli economisti hanno un vuoto in termini teorici, e non riescono a capire ciò che è successo, quello che sta accadendo, e cosa potrebbe accadere in futuro.

La perdita di credibilità subita dall'economia neoclassica (l'ipotesi dell'efficienza del mercato, la teoria delle aspettative razionali, la fede nell' "autoregolamentazione", il principio di razionalità dell'azione, ecc.) è completa, e viene erroneamente interpretata come un fallimento del mercato; si giustifica così il maggior intervento dello Stato. (I teorici Keynesiani attribuiscono la crisi alla improvviso "panico" finanziario, e ad una diminuzione della domanda aggregata, che lo Stato deve compensare.) Teorici di campi diversi falliscono nella comprensione del mercato, nelle loro analisi e quindi nelle loro proposte. Nel 21° secolo, il vuoto teorico è enorme. Fortunatamente, la teoria austriaca del ciclo, in generale, e il mio libro 'Money, Bank Credit, Economic Cycles' in particolare, sono lì per colmare questo vuoto e chiarire la confusione presente.


Jesùs Huerta de Soto, professore di economia presso l'Università Re Juan Carlos, è economista austriaco della Spagna. Come autore, traduttore, editore e insegnante, si colloca anche tra gli ambasciatori più attive al mondo per il liberalismo classico.

He is the author of Money, Bank Credit, and Economic Cycles as well as Socialism, Economic Calculation and Entrepreneurship (Edward Elgar 2010), The Austrian School (Edward Elgar 2008) and The Theory of Dynamic Efficiency (Routledge 2009). Send him mail.

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Riferimenti bibliografici

Anderson, TL e DR Leal. 2001. L'ecologia di mercato. Una via liberale alla tutela dell'ambiente ed. Lindau

Huerta de Soto, J. 2009. Il denaro, credito bancario, e cicli economici. 2d ed. Auburn, Alabama: Ludwig von Mises Institute.

 

 

 
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